Saturday, February 6, 2016

Perché a noi il difficile piace

Quando, in ambito di videogame, si parla di "difficile" e "Hardcore", inevitabilmente, si è ricondotti a Dark Souls.
Il gioco che ha appassionato milioni di persone e, altrettante, ne ha fatte bestemmiare.
Perché diciamocelo, a nessuno piace morire, in game, durante il "tutorial" (messo appositamente tra virgolette).

Ritrovarsi un coso del genere
















Quando, a malapena, sai che tasti schiacciare, non è prettamente incoraggiante.
Per non parlare della malsana idea di far affrontare al giocatore DUE Boss assieme (Ornstein e Smaugh) o, ancora peggio, quattro (I quattro Re).
Anor Londo?
Gli archivi del duca?
La città infame?
Quei cavolo di scheletri-ruota delle catacombe?
Quanto abbiamo bestemmiato per superare queste zone?
E nonostante tutto il gioco ce lo siamo fatti tre, quattro volte, e non vogliamo smettere di ricominciarlo ad una difficoltà sempre maggiore.

Per non parlare di Dark Souls 2.

Li almeno una specie di tutorial esiste.
Quanti fan sono rimasti delusi dall'inizio troppo "semplice" del secondo capitolo della saga?
E quanti hanno bestemmiato alla torre della fiamma di Heide, o nella via verso Il Putrido?
Il santuario del drago?
La cripta del non morto?
LO SCOLO?

E vogliamo citare le espansioni? Pura difficoltà.

Sorge spontaneo chiederci: perché a noi tutto ciò piace?
E' davvero così bello morire sempre contro nemici a prima vista imbattibili?

*rullo di tamburi*

SI!

Abbiamo la sfida nelle vene, perché tutti sappiamo che se un boss ti uccide dieci volte, l'undicesima hai capito come sfidarlo e la vinci.
E la soddisfazione della vittoria?
L'altro giorno ho battuto in solo il Fume Knight in Dark Souls 2, sono a Ng+ 4; una volta sconfitto ho fatto un salto sulla sedia contentissimo.
Era il cinquantesimo tentativo.

Perché tutti, bene o male, ci siamo rotti dei soliti giochetti dove è tutto facile, dove i nemici cadono con una palla di fuoco e i draghi con tre frecce.
A noi la non-complessità di Skyrim (per quanto sia un bel gioco), ci ha rotto.
E, come un drogato che cerca la sostanza sempre più forte, passiamo a Dark Souls.
E ne siamo inebriati.

L'Hardcore gaming ci tempra, ci rende videogiocatori completi. Chi ama tanto i giochi di ruolo ma non ha mai finito Dark Souls, non è nessuno (frase volutamente provocatoria).

Quando un amico ci dice "sai, ho comprato Dark Souls, ho voglia di incominciarlo", non possiamo far altro che dargli una pacca sulla spalla ed un abbraccio.
Vuole entrare anche lui nella cerchia di chi, ai Souls, ci ha giocato.
Non sa cosa lo aspetta.

Parlando dei vari Dark Souls, sorge spontaneo l'unico ed inevitabile collegamento.
I sequel della saga.
Perché, appunto, noi abbiamo bisogno di sempre più droga per sopravvivere.

Ringraziamo quelli della Bandai per aver in serbo,
per noi piccoli Nerd sfegatati, il nuovo capitolo della saga, Dark Souls 3.

E, in trepidante attesa, vi lascio la foto di uno dei miei piccolini, sperando che possa anche spronarvi a provare questi giochi fantastici.

(Preordinato, a suo tempo, giusto perché non sono sfegatato)




















Adios




                                                                                                  Mattia Zampa

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