Monday, February 15, 2016

Tolkien e la religione

Chiunque legga i libri di Tolkien con accortezza ed occhio critico, specie il Silmarillion e il Signore degli Anelli, potrebbe notare diversi elementi che, in qualche modo, si ricollegano alla religione cristiana.

Andiamo in ordine: Tolkien si è sempre definito un cristiano cattolico.
Egli stesso affermò che, sostanzialmente, il Signore degli Anelli è un'opera "religiosa e cattolica".
L'elemento cristiano è quindi da ricercare nel Simbolismo che Tolkien pone nelle sue opere.
Partendo dalla concezione in toto del mondo di Arda (la Terra ove si svolgono le saghe di Tolkien), egli pone, innanzi a tutto, una figura onnisciente ed onnipotente, Eru Ilùvatar, il creatore dei Valar e del Mondo.
Costui, allegoricamente, può facilmente rappresentare il Dio della religione Cristiana che, attraverso un atto di creazione, dapprima introduce gli Angeli (Valar e Maiar) e poi crea il mondo con la Musica degli Ainur.

Eppure, quante volte si è letto di Ilùvatar nelle opere di Tolkien?

Quasi mai, ad eccezione dell'Ainulindale, primo capitolo del Silmarillion.
Ciò può, quindi, non sembrare in linea con la concezione cristiana impostata da Tolkien.
Ilùvatar, infatti, rappresenta il Padre di tutte le cose ma, al tempo stesso, un'entità distaccata che non interviene nelle faccende di Arda (ad eccezione della caduta di Numènor) proprio perché ha mandato le sue creazioni, i Valar ed i Maiar, a creare la Terra e a mantenerla prospera per l'avvento di Elfi e uomini.
Risulta subito evidente che Tolkien evita completamente le figure divine nei suoi libri.
Con Ilùvatar che funge da garante senza intervenire, gli unici a "governare" su Valinor e la Terra di Mezzo sono i Valar.
Ed essi, seppur esseri potenti, non hanno onniscienza, onnipresenza ed onnipotenza.
In ottica Tolkeniana, possono essere visti come Angeli, emissari dell'unico Dio, scesi su Arda per fungere da "fratelli maggiori" ad elfi e uomini.
Quindi, in ottica religiosa, l'opera risulta essere cristiana non per la concezione del divino quanto per la concezione del destino.
Se i personaggi non si attaccano a false divinità, essi hanno fede in un destino finale, atto a riportare equilibrio nella terra di mezzo.
Bilbo era destinato a trovare l'anello e Frodo a portarlo al Monte Fato.
Per non parlare del destino degli uomini, mortali, che però, alla fine dei tempi, canteranno insieme ad Illùvatar una seconda musica degli Ainur e prenderanno parte alla creazione di un nuovo mondo.
Altro elemento interessante è il fatto che tutta la storia de Il Signore degli Anelli, è incentrata su una disperata lotta tra bene e male.
Così Tolkien pone al lettore diverse tematiche: il sacrificio, identificato nella morte di Gandalf contro il Balrog (nelle miniere di Moria, stesso nome del monte ove Abramo doveva uccidere il figlio Isacco); la compassione, che è quella di Frodo e Sam nei confronti di un essere malvagio e corrotto quale Gollum; la tentazione, identificata nella figura dell'anello che cerca di irretire al male gli esseri viventi, come si può vedere con Boromir, Saruman e Frodo, ma anche nel rifiuto d'interazione con l'oggetto da parte di esseri superiori come Gandalf, Elrond e Galadriel.
L'opera del Signore degli Anelli, in qualche modo, cerca di ispirare valori legati alla religione cristiana, ovviamente trasposti sotto un'altra ottica.
Ed è con quest'ultima riflessione che voglio sottolineare che gli scritti di Tolkien, a mio parere, comunque non rivestono un ruolo allegorico.
Egli infatti utilizza il simbolismo per tramandare diversi insegnamenti della religione cristiana, o comunque ad essa ispirati, evitando allegorie di tipo politico e storico, aborrendo ed evitando rimandi al mondo ove viveva.
Riporto una citazione, da parte di Tolkien, a riguardo:
 «Detesto cordialmente l’allegoria in tutte le sue manifestazioni, e l’ho sempre detestata da quando sono diventato abbastanza vecchio e attento da scoprirne la presenza. Preferisco di gran lunga la storia, vera o finta che sia, con la sua svariata applicabilità al pensiero e all’esperienza dei lettori». 



Avete altre interpretazioni, idee, a riguardo dell'opera di Tolkien?
Non esitate a scriverlo nei commenti!

                                                                                           Mattia Zampa

No comments:

Post a Comment